Il bilancio sociale per l’impresa sociale

Per le imprese sociali ex D. Lgs 155/2006 è fatto obbligo di redigere, oltre al rendiconto economico anche il bilancio sociale. Si tratta, almeno per il momento – in attesa delle determinazioni dei decreti attuativi della Riforma del Terzo Settore – di un obbligo, l’unico di questa natura previsto per un ente del Terzo Settore.
Con il D.M. 24 gennaio 2008 sono state emanate le linee guida per la redazione del bilancio sociale da parte delle organizzazioni che esercitano l’impresa sociale, ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 155. Le linee guida prevedono nel dettaglio i contenuti minimi che il bilancio sociale deve contenere:

  • La metodologia adottata
  • Informazioni generali sull’ente e sugli amministratori
  • Struttura, governo e amministrazione dell’ente, inclusa la relazione sull’andamento, la composizione delle risorse umane, i compensi corrisposti, le partecipazioni ecc.
  • Obiettivi e attività, con un riassunto delle principali attività svolte, l’analisi dei fattori rilevanti per il conseguimento degli obiettivi, le forme di coinvolgimento dei lavoratori, la descrizione delle attività di raccolta fondi ecc.
  • Esame situazione finanziaria
  • Altre informazioni opzionali, quali ad esempio modalità di partecipazione alla redazione del bilancio sociale.

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Le linee guida infine, ma non per ultimo, raccomandano all’impresa sociale di dare ampia diffusione e comunicazione del bilancio sociale attraverso canali cartacei e digitali, oltre che la comunicazione obbligatoria al Registro delle Imprese.
Una volta redatto, lo sforzo dell’impresa sociale dev’essere quello di diffonderlo anzitutto ai propri stakeholder principali. È opportuno avere anche evidenza di questa diffusione attraverso un processo tracciato di consegna e distribuzione, ad esempio ai propri dipendenti, ma occorre altresì dotarsi di un vero e proprio piano di comunicazione.
Proprio in queste settimane stiamo curando una consulenza mirata a valorizzare i contenuti prodotti nell’ambito della elaborazione del bilancio sociale, individuando e pianificando canali, strumenti e modalità per diffondere adeguatamente il bilancio sociale di un’impresa sociale. L’idea è di non fermarsi, come spesso viene fatto, alla stampa di un volumetto o alla pubblicazione sul sito web. Occorre infatti ragionare sui diversi target individuando le strategie migliori di comunicazione. Ecco i 5 punti essenziali che non dovresti dimenticare in un piano di comunicazione per il bilancio sociale:

1. Conosci il tuo target
Se i tuoi stakeholder generalmente preferiscono ricevere documentazione cartacea o, al contrario, solo online, occorre individuare la miglior forma affinché siano motivati a leggerlo e consultarlo. Si può ad esempio anche immaginare una versione integrale, in formato digitale e una short version cartacea, più fruibile, in un formato cartaceo maneggevole e piacevole al tatto e alla vista (la cura del formato grafico, del tipo di carta, della grammatura, dell’impianto grafico sono molto importanti in questi casi)

2. Coinvolgi il tuo target
Nel produrre il bilancio sociale hai sicuramente consultato i tuoi stakeholder. Adesso è il momento di restituire loro direttamente quanto elaborato, i risultati conseguiti. Si tratta di utilizzare questo momento anche ai fini del rafforzamento dell’engagement e della brand reputation. Coinvolgimento può significare ad esempio organizzare un focus di restituzione, un’assemblea del personale, incontri mirati con interlocutori istituzionali ecc.

3. Utilizza i canali di comunicazione in maniera integrata
Generalmente questo tipo di comunicazione viene svolta in modo molto formale. Si fa una copia cartacea da distribuire (magari solo a chi ne fa espressamente richiesta per ridurre i costi di riproduzione!) e si mette (nascosto!) il file scaricabile sul sito web, dando magari una notizia affrettata. Occorre capovolgere la prospettiva. La diffusione del bilancio sociale è una delle principali occasioni che nel corso dell’anno l’impresa sociale può far parlare di sé, può farsi conoscere più dettagliatamente, può incoraggiare i propri stakeholder a mantenere ed aumentare le relazioni con l’impresa sociale. Per questo occorre mobilitare i vari canali e le diverse strategie di comunicazione, mirando ciascun strumento e ciascuna soluzione al target specifico che voglio raggiungere. L’integrazione tra off line e online è ormai imprescindibile, quindi carta stampata ok, diffusione cartacea presso la sede ok, spedizione ai principali stakeholder ok, social network ok, newsletter ok, video ok ecc. ecc.

4. Utilizza i contenuti prodotti tutto l’anno!
La cosa interessante è che la produzione del bilancio sociale mobilita la raccolta, l’analisi e l’elaborazione di una quantità di informazioni e di dati straordinaria. L’obiettivo, al di là degli obblighi di legge, può essere quello di utilizzare i contenuti prodotti come materiale di comunicazione e diffusione durante il corso di tutto un anno. Se solo pensiamo alle diverse sezioni che sono previste dalle citate linee guida, possiamo immaginare l’estrapolazione di contenuti specifici (testi, immagini, grafici, tabelle ecc.) su singoli aspetti che possono diventare oggetto di articoli, newsletter, approfondimenti, post sui social. Si tratta di diffondere quindi durante tutto l’anno informazioni e dettagli su operatività e risultati che tendono così a rafforzare il posizionamento dell’impresa sociale in termini comunicativi sui propri target di riferimento.

5. Puntare all’eccellenza!
Ok, il bilancio sociale è un obbligo per l’impresa sociale e al momento non ha nessun vantaggio agevolativo. Vogliamo però pensare come poter utilizzare al meglio questo strumento di comunicazione sociale? Dobbiamo puntare all’eccellenza, dobbiamo cioè cercare di elaborare il bilancio sociale al meglio, perché diventi effettivamente uno strumento interessante di interpretazione dei fatti di gestione dell’impresa e dunque uno strumento di management, ma anche un potente strumento di comunicazione. Per questo può essere utile lavorare con esperti che aiutino a trasformare un lavoro ordinario in un’eccellenza!

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