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Nuova legge regionale 1/2020 in materia di Accreditamento Sociale

E’ stata pubblicata sul BURT – Bollettino Ufficiale della Regione Toscana nella edizione del 10 gennaio 2020, la nuova legge regionale n. 1 del 3 gennaio 2020 in materia di Accreditamento Sociale.

A questo link trovate il testo coordinato della l.r. 82/2009 anche con le modifiche introdotte dalla nuova legge regionale.

Le novità in breve:

  • L’accreditamento sociale per le strutture soggette ad autorizzazione al funzionamento viene richiesto non più al Comune ma alla Giunta Regionale. Resta il requisito del possesso dell’autorizzazione al funzionamento come indispensabile per poter richiedere l’accreditamento.
  • Nei 30 giorni successivi alla presentazione dell’istanza, la Giunta Regionale rilascia l’accreditamento previa verifica della regolarità dell’istanza stessa e lo comunica alla struttura e al Comune dove questa ha sede.
  • L’accreditamento per le strutture ha validità per 5 anni decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza. Pertanto, questo significa che ogni 5 anni andrà rinnovata entro la data di scadenza. Non ci sono indicazioni per quanto riguarda i passaggi da un gestore ad un altro es. nel caso di gare che possono naturalmente avere tempistiche differenti: su questi aspetti dovremo attendere eventuali note interpretative.
  • La Giunta Regionale istituisce l’elenco delle strutture accreditate le cui modalità di pubblicità saranno definite, e che si auspica possa essere consultato online.
  • La verifica dell’attività svolta e dei risultati raggiunti (la trasmissione degli indicatori di accreditamento sociale) se non effettuata mediante la trasmissione entro un anno dall’accreditamento e successivamente con periodicità annuale produce la decadenza dell’accreditamento. Quindi eventuali ritardi qualora fino a questo momento fossero stati tollerati, non lo saranno più in futuro.
  • Le attività di controllo sono svolte dalla Giunta Regionale che si avvale del Gruppo tecnico regionale di valutazione e viene svolto su tutte le strutture accreditate per la prima volta, e per i rinnovi sulle strutture individuate con metodo a campione. Inoltre, con le stesse modalità, ogni anno controlla il mantenimento dei requisiti e la conformità agli indicatori. In caso di esito negativo dei controlli la Giunta regionale ne dà comunicazione alla struttura e stabilisce un tempo di adeguamento non inferiore a 30 giorni. In caso di mancato adeguamento formula un sollecito che se resta senza risposta dà titolo alla Giunta regionale di revocare l’accreditamento che non potrà essere richiesto nuovamente prima di 6 mesi.
  • L’accreditamento decade quindi nelle seguenti ipotesi:
    1. Per decadenza dell’autorizzazione al funzionamento
    2. Per il mancato adeguamento per le strutture già accreditate (da effettuarsi entro un anno a partire dall’approvazione della deliberazione della Giunta regionale con cui saranno rivisti i requisiti e gli indicatori per le strutture, provvedimento al momento non ancora emanato, ma di cui è presumibile l’emanazione a breve)
    3. Se la verifica dell’attività svolta e dei risultati raggiunti non è trasmessa come si diceva poco sopra entro un anno dalla comunicazione di adeguamento e poi con periodicità annuale (per le strutture già accreditate) o dall’accreditamento e poi sempre con periodicità annuale (in caso di nuovo accreditamento)
  • Anche i servizi domiciliari e gli altri servizi alla persona (il cui accreditamento resta in capo al Comune), dovranno effettuare l’adeguamento entro un anno dall’emanazione della deliberazione dei requisiti e degli indicatori di accreditamento (provvedimento al momento non ancora emanato, ma di cui è presumibile l’emanazione a breve). L’adeguamento andrà comunicato al Comune e la comunicazione è obbligatoria, a pena di decadenza. Ad essi, analogamente come visto per le strutture, si applicano le nuove norme di decadenza e entro le medesime scadenze viste per le strutture andranno comunicate al Comune le verifiche delle attività svolte e i risultati raggiunti, sempre a pena di decadenza. Riguardo ai controlli, il Comune, acquisito il parere dell’azienda unità sanitaria locale di riferimento nel caso di interventi di natura socio-sanitaria, controlla il mantenimento dei requisiti e la conformità agli indicatori dei servizi già accreditati.

Richiedi ulteriori informazioni e approfondimenti ai nostri contatti.

Long term care, le nuove frontiere dell’assistenza agli anziani

Si è svolto a Firenze dal 28 febbraio scorso al 2 marzo un importante appuntamento di rilievo internazionale, che ha visto protagonista la Fondazione Montedomini nell’ambito della Rete Long Terme Care Alliance. “Long Term Care. Aging in place”, – il titolo della conferenza internazionale (ndr)- “promossa dalla Rete Long Term Care Alliance in collaborazione con Regione Toscana, Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Fondazione Montedomini, con il contributo della Fondazione Internazionale Menarini, dell’Istituto degli Innocenti e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze.” – cita una nota apparsa su Repubblica Firenze.che prosegue:

“La conferenza in Palazzo Vecchio e all’Istituto degli Innocenti ha riunito a Firenze personalità di rilievo mondiale per affrontare in modo interdisciplinare la problematica dell’assistenza alle persone anziane che sta diventando uno dei fattori di crisi più importante per la sostenibilità dei modelli di welfare delle nostre società. Sono intervenuti nella mattinata di oggi William Reichman della società canadese Baycrest e presidente della LTC Alliance Conference e Sara Funaro, assessore al welfare del Comune di Firenze, che ha spiegato come questa conferenza possa contribuire a fare di Firenze la prima città laboratorio per politiche innovative dedicate all’assistenza agli anziani. Nir Barzilai dell’Albert Einstein College of Medicine di New York ha aperto la prima sessione di lavoro.

Fra i partecipanti alla conferenza dirigenti dei Ministeri della Sanità e Welfare di Svezia, Norvegia, Svizzera e Olanda, dirigenti di strutture per anziani, architetti, geriatri e assistenti sociali da Israele, Danimarca, Stati Uniti.

Il professor Niccolò Marchionni, ordinario di gerontologia e geriatria all’Università di Firenze, presidente del comitato scientifico della Fondazione Montedomini, porta in conferenza il progetto di assistenza domiciliare a distanza, la cui sperimentazione potrebbe partire già tra qualche mese: “Si tratta di prendere in carico pazienti con “codice argento” elevato secondo questo sistema classificativo messo a punto dall’ospedale di Careggi, generalmente affette da malattie croniche tipiche della terza età: scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica, insufficienza renale e diabete. Circa 1.500 persone nell’area fiorentina che costituiscono il 10-15 % dei dimessi ultrasettantacinquenni dagli ospedali ma che ritornano periodicamente al pronto soccorso”.

“I dispositivi di telemedicina sono in grado di analizzare quotidianamente ambiente e parametri fisiologici (come pressione, polso, peso corporeo) e intercettare il bisogno prima che diventi critico. Puntiamo così a ridurre del 40-50% i ricoveri ripetuti evitando così sprechi di denaro pubblico e i rischi per i pazienti di contrarre infezioni ospedaliere. Se si calcola che un posto letto di degenza ordinaria, indipendentemente dalle tecnologie utilizzate, costano tra i 500 e i 750 euro al giorno, evitare 500 ricoveri in un anno, di circa 10 giorni l’uno, significa far risparmiare alla sanità pubblica oltre 3 milioni di euro l’anno”.

“Con questa conferenza internazionale – dice Luigi Paccosi presidente della Fondazione Montedomini – Firenze diventa un laboratorio di rilievo internazionale sul tema dell’assistenza agli anziani, un tema che nei prossimi anni sarà fondamentale per la tenuta sociale ed economica dei nostri Paesi. È importante parlarne a Firenze che è una delle città più longeve del mondo e speriamo che questo appuntamento sia il primo di una lunga serie. Dobbiamo trovare modelli nuovi ed è fondamentale avviare una riflessione multidisciplinare utile a trovare le soluzioni più appropriate”.

Nel mondo oggi sono 900 milioni le persone con età superiore ai 65 anni, nel 2050 saranno 2 miliardi. L’Italia in particolare è la nazione che ha la presenza di ultra sessantacinquenni più alta d’Europa. In Toscana sono presenti circa 940 mila anziani (dato Istat al 1° gennaio 2017) che rappresentano il 25 % della popolazione (la maggior parte dei quali, quasi 99 mila, vivono nell’area fiorentina, 50 ogni mille assistiti dai servizi territoriali, dati Ars 2017).”

Conferenza Regionale Terzo Settore: appuntamento il 9 febbraio

“Grande successo di adesioni alla prima Conferenza regionale del terzo settore. Raggiunto prima del termine il numero massimo di 720 iscritti. Ad oggi le iscrizioni sono quindi chiuse ma si ricorda che sono aperte a tutti – senza necessità di iscriversi – le sessioni plenarie della mattina e del pomeriggio.” Ne dà notizia il sito di CESVOT che prosegue:

“La Conferenza si svolgerà sabato 9 febbraio a Firenze, presso il Mandela Forum, dalle ore 9.00 alle 18.00. Un grande appuntamento promosso da Regione Toscana, in collaborazione con Forum Terzo Settore Toscana e Cesvot, che vedrà 30 gruppi di lavoro (tre per ogni ambito tematico) discutere di 10 temi riguardanti l’identità, i bisogni e i servizi degli enti del terzo settore anche alla luce della recente riforma e dei decreti applicativi.

In allegato la presentazione di ciascun tema con i principali punti intorno a cui ruoterà la discussione di gruppo e una bibliografia e sitografia di riferimento.

Ai gruppi di lavoro parteciperanno 720 rappresentanti del terzo settore toscano che potranno, in modo circolare, discutere e condividere proposte e idee. Tutti i contributi saranno quindi raccolti in 10 documenti di sintesi, uno per ogni ambito tematico, e andranno a costituire il documento finale della Conferenza.

Di seguiti i temi dei gruppi di lavoro:

  1. Identità, forma associativa, responsabilità e interesse generale
  2. Rapporti terzo settore/enti pubblici: dai registri vigenti al Registro unico del terzo settore
  3. Rapporti terzo settore/enti pubblici: il ruolo complessivamente svolto dal terzo settore nel welfare e nello sviluppo locale
  4. Rapporti terzo settore/enti pubblici: co-programmazione, co-progettazione e convenzioni
  5. Ruolo e apporto del volontariato nel terzo settore
  6. Ciclo di vita, rapporti intergenerazionali e giovani nel terzo settore
  7. Formazione per il terzo settore
  8. Misurazione dei risultati e trasparenza per il terzo settore: dal bilancio d’esercizio al bilancio sociale e alle valutazioni d’impatto sociale
  9. Accesso al credito e strumenti finanziari per il terzo settore
  10. Terzo settore e impresa sociale”

In particolare il tema n.9 Accesso al credito e strumenti finanziari per il terzo settore ci vedrà impegnati nel ruolo di coordinatori di uno dei tavoli di lavoro. Nelle prossime newsletter daremo ampio spazio anche agli esiti della Conferenza che crediamo possano raccogliere interventi e proposte utili per il rafforzamento delle politiche regionali in questo ambito.