#cambiareprospettiva

I cambiamenti strutturali che nell’ambito del sistema di welfare hanno portato ad una contrazione significativa delle risorse pubbliche per i servizi alla persona, impongono, specie alle OdV che operano in ambito sociale, socio-sanitario e sanitario, un loro riposizionamento complessivo, inclusa la ridefinizione delle politiche di fundraising e di ricerca e accoglienza dei volontari (oltre che di gestione complessiva delle risorse umane).Non è infrequente la notizia di “crisi” di OdV non più capaci di affrontare la sostenibilità dei servizi (per carenza di risorse volontarie ed economiche) ovvero situazioni di OdV che con estrema difficoltà riescono a mantenere servizi usciti in tutto o in parte dal circuito del convenzionamento pubblico. La risposta che generalmente viene approntata è di tipo “sostitutivo”: ci sono minori risorse economiche ad es. provenienti da una convenzione, si cercano in un bando finanziato. Oppure, mancano volontari per gestire servizi sempre più numerosi e complessi, si ricorre al personale retribuito. Ma può funzionare così all’infinito?

La semplificazione degli esempi su menzionati, non riduce tuttavia la portata dell’approccio, appunto di tipo “sostitutivo” e non “innovativo”, approccio che può dare i suoi frutti nel breve periodo ma che mostra tutti i suoi limiti nel tempo. Lavorare sul cambio di prospettiva generale, quindi ragionare sull’approccio innovativo e non più sostitutivo, implica lavorare sul piano strategico, andando a riposizionare l’associazione nella comunità operando anche cambiamenti interni.

Questa riflessione inaugura e introduce ad un percorso che nelle prossime settimane, anche a partire da questa newsletter, vogliamo offrire ai nostri lettori. Il tema sarà poi affrontato in un percorso seminariale organizzato da CESVOT – Centro Servizi Volontariato Toscana il prossimo 22 marzo a Firenze, di cui avremo modo di darvi informazioni prossimamente.

Ponete domande e fate le vostre riflessioni su Twitter: @emanuelegambini #cambiareprospettiva

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